Mamma mi è cresciuto un Pup sotto casa!

Lug 12, 2012 by     11 Comments    Posted under: appunti per il futuro, il x municipio






Gli interventi relativi al Piano urbano parcheggi sono da anni croce e delizia del nostro territorio. Complessivamente il Pup di Roma prevede la realizzazione di circa 50.000 posti auto, complessivamente si tratta di 510 siti, lavori che, a leggere il non aggiornatissimo sito del Comune di Roma, muoverebbero complessivamente investimenti per 1.500 milioni di euro. Gli imprenditori hanno presentato, sempre stando al sito, 341 progetti relativi ad aree pubbliche e 48 relativi ad aree private. Come dire: voi ci mettete l’area, noi ci guadagnamo. Questa logica che consente sempre agli stessi imprenditori grandi profitti senza avere in realtà benefici per la collettività va rivista. Non basta abbellire il concetto inventandosi denominazioni accattivanti (valorizzazioni è spettacolare!).

Tornando al Pup. Molti sono gli interventi già realizzati su territorio del X Municipio, che per anni è stato martoriato da ruspe, strade ristrette, piazze sconvolte dai lavori. E molti sono quelli ancora da fare.
Anzi sono molti quelli che ancora sarebbero da fare. Perché con l’arrivo di Alemanno i lavori si sono praticamente stoppati e quelli avviati sono stati talmente pasticciati da provocare proteste e una mezza rivolta, quella di viale Giulio Agricola. Il viale dovrebbe essere una strada strategica per il nostro territorio: perché, guardato nel suo insieme con via Marco Fulvio Nobiliore, congiunge il parco di Centocelle (a proposito qualcuno sa che fine ha fatto?)  con il parco degli Acquedotti e dovrebbe anche rappresentare un asse fondamentale per la mobilità ciclabile, visto che rappresenta il proseguimento della pista che percorre tutta la Togliatti, unita alla pista che costeggia il parco e con i percorsi all’interno del parco stesso rappresenta una vera e propria autostrada ecologica.

Eppure è da sempre una zona maltrattata. Fino all’apertura del cantiere era tagliato in due da una pista ciclabile protetta da una barriera di mezzo metro di travertino, con aiuole dove l’unica vegetazione presente erano gli escrementi canini e immondizia varia. Con l’arrivo del cantiere hanno pure cominciato a tagliare i platani che resistevano indomiti in quel groviglio di cemento. E da allora la strada è tagliata oltre che dalla pista anche dal cantiere per una buona metà. Non rifaccio tutta la cronistoria dei pasticci multipli e multilaterali, dove agli orrori di Alemanno si sommano gli errori di Medici e soci. Questo dei Pup, infatti, è uno dei (tanti) temi su cui questa maggioranza non sa più che pesci prendere. Dirò di più: è uno dei (tanti) temi dove il Pd dice tutto e il contrario di tutto, lasciando sconcertati sia favorevoli che contrari. Adesso Alemanno dice che bisogna andare avanti. Io non sono contrario a questo parcheggio per principio. Anzi, porterebbe un parcheggio a rotazione, finalmente, e per di più pubblico. Ma credo che si siano due problemi: il primo è l’incertezza sui tempi, sui lavori, sugli alberi che uccidiamo. Il secondo è: ma ci serve un parcheggio a rotazione in questa zona? Non eravamo per portare il traffico privato il più possibile fuori dalla città? Mi si risponderà che bisogna calcolare anche il flusso di traffico che arriva dalla Togliatti. Potrei rispondere facciamo la tramvia, ma sarebbe forse troppo semplice. In sintesi, comunque, vi dico come la penso, schietta schietta: non penso che adesso quel progetto sia sostenibile socialmente.

Provo a dire la mia sulle questioni più generali. Io credo che aumentare il numero di posti auto debba essere una delle priorità della futura amministrazione. Ad alcune condizioni.

Intanto, come tutti i problemi di questa città, bisogna pensare insieme urbanistica, mobilità e parcheggi. Solo per fare un esempio:  è inutile fare parcheggi di scambio con la metro in mezzo alla città. Lo ribadisco con grande chiarezza: le auto dobbiamo tenerle fuori. Dentro la città ci si sposta con il mezzo pubblico. Dove possibile si raggiunge la metro con la bicicletta o a piedi, dove non è possibile ci si arriva con gli autobus. In questo senso andava il Piano che rivedeva la rete Atac, approvato dal Municipio, ma, a quanto mi risulta, ancora largamente inapplicato. In più va rivisto e potenziato il sistema delle strisce blu, che Alemanno ha bloccato, eliminando, di fatto, la rotazione nei parcheggi. In questa maniera si garantiscono più posti auto ai residenti.
La seconda condizione è che si faccia un ragionamento serio, basato sui dati di fatto e non su ondate emozionali. Andiamo con ordine: abbiamo fatto tanti Pup che, sicuramente, un risultato l’hanno portato: siamo riusciti a fare opere pubbliche, penso ad esempio allo spostamento dei mercati, che altrimenti non avremmo potuto fare. Ma, e questa credo sia la domanda fondamentale, quante auto abbiamo tolto dalle strade? Quanti posti auto a rotazione gestititi dal pubblico abbiamo realizzato? Come e da chi sono utilizzati i box auto? Mi sono studiato quello che avviene in altre grandi città italiane, da Milano a Torino. Il risultato di questa piccola ricerca è che da nessuna parte l’intervento privato ha questo peso. Da nessuna parte il compito di realizzare posti auto e di gestirli viene affidato totalmente alle imprese. C’è sempre un mix di interventi, fra box, posti a rotazione e posti in superficie. E comunque è il pubblico che indica dove si fanno i parcheggi.

Io credo che serva questo lavoro per capire se i Pup servono o meno e serva un diverso ruolo del Comune.
Altra condizione essenziale per ridisegnare un nuovo piano parcheggi è reintrodurre il vincolo della pertinenzialità che, negli anni, è stato completamente svuotato: possono comprare posti auto e quindi avere agevolazioni solo i residenti nella zona dove si trova il parcheggio. Terza condizione: bisogna anche valutare a quali soggetti privati affidiamo le aree. Ma è possibile che debbano essere i soliti imprenditori, di cui tutti conosciamo collocazione e storia, a fare questi progetti? Serve una procedura trasparente di assegnazione e, perché, no bisogna prevedere forme di imprenditorialità diffusa. Perché, ad esempio, non pensare a cooperative di residenti che costruiscono il loro parcheggio? Forse in questa maniera si supera anche quella naturale diffidenza che coglie tutti tutti quando ti dicono: facciamo un bel buco sotto casa tua.

Insomma, sono convinto che serva un cambio di passo, anche deciso: chiudere le situazioni in sospeso, accelerare i lavori in corso, evitare speculazioni, dare davvero un servizio ai cittadini. E, ultima riflessione, avviare sui progetti, processi partecipativi veri che non partano dalla fine, ma che coinvolgano i cittadini nella localizzazione e nella progettazione, fin dall’inizio.
Ultima, e chiudo davvero, riflessione: a Milano come fatto simbolico visto il gran casino che hanno trovato, ogni volta che risolvono un problema e chiudono un cantiere, espongono un gomitolo di lana in un cubo di plexiglass, una forma estremamente simbolica per dire: insieme abbiamo sbrogliato un’altra matassa. Sempre a Milano è possibile seguire online, con aggiornamenti in tempo reale l’evoluzione di tutti i lavori, pubblici e privati. Questa è trasparenza, non un sito aggiornato a un paio di legislature fa. CLICCARE QUI per vedere come si dà un servizio ai cittadini che vogliono essere informati
Roma, la nostra città, ha bisogno anche di qualche piccola azione simbolica per tornare a credere in se stessa. E ne ho in mente diverse. Alla prossima!

 








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  • Anche Lei, mi scusi, non ha le idee chiare come tutto il PD: "Io non sono contrario a questo parcheggio per principio. Anzi, porterebbe un parcheggio a rotazione, finalmente, e per di più pubblico." MA credo che si siano due problemi: il primo è l’incertezza sui tempi, sui lavori, sugli alberi che uccidiamo. Il secondo è: ma ci serve un parcheggio a rotazione in questa zona? "

    Non le dice niente che oltre a questo esistono anche i cittadini….

    Non li ha ancora presi in considerazione: Lo vogliono o no???
    Del resto lo devono comprare loro … a cosa serve un'opera di speculazione edilizia e svendita del sottosuolo se poi non si vende??

    Diverse volte ho pubblicato sul forum del X i dati comunali dell'ACI sul numero di automobili presenti.
    A mia figlia di quattro anni gli ho spiegato che il mare non si svuota con il secchiello.

    Un saluto

    • Le ho risposto anche sul forum del Municipio, se legge tutto l’articolo credo si renderà conto che siamo sostanzialmente d’accordo

  • …forse Le sfugge un "piccolo dettaglio": il PUP di Viale Giulio Agricola avrebbe 102 posti auto a rotazione e 242 box entrambi PRIVATI e non pubblici. Perchè continuate a definire i PUP parcheggi pubblici? Sono privati e dove prevedono anche dei posti a rotazione, le tariffe sarebbero sicuramnete molto più onerose di quelle del Comune di Roma e dovrebbero pagarle anche i residenti. E' disarmante la disinformazione di coloro che ci governano o ci vorrebbero governare.

    • infatti un'ulteriore problema grosso dei pup è che un altro modo per privatizzare il pubblico. I grandi sostenitori dei pup spacciano questi parcheggi privati come una soluzione al traffico, il che, forse, sarebbe vero se fossimo in una città dove i mezzi pubblici funzionano e coprono in maniera adeguata tutti i quartieri, ma non mi sembra che a Roma questi paramentri siano rispettati.

    • Il piano pup di Roma è solo una speculazione edilizia,un piano dannoso inutile e rifiutato dai cittadini. Tutte le considerazioni fatte sui pup devono tenere conto in primis della volontà dei cittadini che fino a prova contraria dovrebbero essere sovrani dei loro territori in quanto l'opera che si vorrebbe imporre e’ da loro rifiutata. Il progetto non è sostenibile socialmente ne adesso ne mai in quanto tagliare gli alberi e scavare sotto le abitazioni lede i diritti di tutti i cittadini e mina la tranquillità degli abitanti viste le tante lesioni che hanno provocato .

    • Mi scusi signora Turnaturi, io ho scritto che vorrei più pubblico e meno privato, in generale, ma in particole sui parcheggi. Su Giulio Agricola a me risulta che i posti a rotazione sono pubblici. Comunque sia, mi sembra strano che si faccia polemica quando si è d’accordo, al di là dei termini usati. Mi sembra di aver scritto cose molto chiare. Evidentemente non è così. Ci riprovo:
      0) fare uno screening su quello che succede nei Pup realizzati (quanti residenti hanno comprato un box, quanti sono utilizzati impropriamente)
      1) rivedere il Pup partendo dalle esigenze dei territori e dalla partecipazione dei cittadini;
      2) ridurre il peso dei privati, con il pubblico che deve comunque mantenere il ruolo di programmazione e deve intervenire direttamente nella costruzione di parcheggi come succede nelle altre città italiane.
      3) non fare il parcheggio di viale Giulio Agricola perché non è socialmente sostenibile, ovvero c’è la totale contrarietà di quei cittadini che dovrebbero comprare i box.
      4) reintrodurre il vincolo di pertinenzialità, ovvero compra il posto auto chi ci abita
      5) più strisce blu per avere parcheggi liberi in superficie a disposizione dei residenti.

      Si può essere più radicali? certamente sì, si potrebbe proporre una legge in stile giapponese, se non hai un posto auto privato non ti compri la macchina, ma questo sicuramente non attiene né al municipio né al Comune, ma semmai al governo. Quindi fare proposte del genere sarebbe ampiamente una presa in giro.
      Resta comunque il problema: siamo d’accordo che avere troppe aute parcheggiate in strada riduce lo spazio che tutti noi abbiamo a disposizione? Credo di sì, e allora i parcheggi, con le modalità che ho indicato bisognerà pur farli.

    • Non dimentichiamo che la stragrande maggioranza delle macchine parcheggiate in strada sono dei pendolari che vengono dai Castelli Romani e zone limitrofe,per cui potenziamo i parcheggi ai capolinea della metro.Se lei facesse una passeggiata sul Viale si renderebbe conto di quanti palazzi hanno i parcheggi condominiali al loro interno e per loro scelta non vengono utilizzati.Si renderebbe conto di quanti garage hanno cambiato destinazione d’uso diventando supermercati,e dei numerosissimi cartelli di vendita dei box.A chi servono i PUP ?

  • Il piano pup di Roma è solo una speculazione edilizia, un piano dannoso inutile e rifiutato dai cittadini. Tutte le considerazioni fatte sui pup devono tenere conto in primis della volontà dei cittadini che fino a prova contraria dovrebbero essere sovrani dei loro territori in quanto l'opera che si vorrebbe imporre e’ da loro rifiutata. Il progetto non è sostenibile socialmente ne adesso ne mai in quanto tagliare gli alberi e scavare sotto le abitazioni lede i diritti di tutti i cittadini e mina la tranquillità degli abitanti viste le tante lesioni che hanno provocato .

  • non so se conosci già questo blog del comitato no pup di via albalonga: http://noparcheggiviaalbalonga.wordpress.com/
    te lo segnalo perchè può essere utile: hanno ottenuto il blocco del progettoi

  • Dato che io ci vivo nel quadrante in questione le assicuro che se lei viene fuori dagli orari dei pendolari parcheggia con facilità,e comunque condivido la sua idea che servano parcheggi ma non ci serve speculazione edilizia e tali sono i PUP e poi riappropriamoci dei garage che hanno cambiato destinazione d’uso non sarebbe una cattiva idea vero?Se per fare parcheggi dobbiamo devastare tutta la nostra area andiamo a piedi, gli alberi sono la nostra esigenza primaria in un quadrante dove passa un aereo ogni 10 min. dove la centralina di rivelazione dell’inquinamento di Piazza di Cinecittà è sempre in allarme che diritto abbiamo di espiantarli?

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