#iolavedocosì.
Riprendiamoci il 25 aprile, tutti insieme.

Apr 20, 2017 by     No Comments    Posted under: dituttounpo'






A Roma, dal 2014, il 25 aprile è motivo di polemica. Cosa è successo quel 25 aprile? Succede che un gruppo di (poco) simpatici componenti del servizio d’ordine della comunità ebraica di Roma aggredisce alcuni militanti palestinesi rei di voler partecipare al corteo con le loro bandiere.
Qui trovate uno dei video che racconta quanto successe. Poi la Brigata ebraica fu fischiata durante tutto il corteo da molti dei partecipanti e ci furono anche – bisogna dirlo – dei tentativi di esagitati di parte opposta di cacciarli dal corteo stesso. Da allora ogni anno è una polemica continua. Gli ebrei romani contestano il diritto dei palestinesi a partecipare alla manifestazione e da due anni hanno deciso, di fronte al diniego dell’Anpi, di non partecipare alla manifestazione. Anche il sedicente commissario romano del Pd, Matteo Orfini ha deciso di non partecipare (una vera e propria ripicca dopo il referendum, non prendiamoci in giuro) definendo l’Anpi “divisiva”. Una affermazione non commentabile. Credo che sia l’ennesimo errore commesso dal commissario. Provo, brevemente a dirvi come la vedo io.

Il 25 aprile per me è la festa di tutti. Fascisti esclusi. Alcuni anni fa, eravamo a Milano, mi ritrovai addirittura a fare il cordone per proteggere gli esponenti della Lega Nord che volevano manifestare. Non accetto lezioni di piazza da nessuno. Per questo per me, possono – anzi devono – scendere in piazza quelli che hanno lottato e lottano contro il fascismo. Contro tutti i fascismi. Hanno titolo i palestinesi a stare in piazza (perché questo è il tema cero che pone la comunità ebraica)? Per me assolutamente sì. Perché da decenni ormai sono impegnati in una vera e propria lotta di liberazione che tanti punti in comune ha con la nostra resistenza. La brigata ebraica ha titolo a partecipare al 25 aprile? Assolutamente sì. Anche se, a rigor di logica, non fu una formazione partigiana ma un corpo militare dell’esercito inglese, rappresentò un elemento importante, anche in Italia, della lotta di liberazione.

Dico di più. A me piacerebbe che la comunità ebraica romana, così colpita dal fascismo, e la comunità palestinese sfilassero fianco a fianco. Perché la nostra lotta di ieri è la loro lotta di oggi. E aiuterebbe tutti una presa di distanza della comunità romana da quello stato di Israele che spesso si comporta come fecero i fascisti.

Un errore va evitato: lasciare la piazza ai violenti di tutti i colori. Ce ne sono ovunque, vanno resi marginali riempiendo le strade di colori e suoni, come abbiamo sempre fatto. Spero che nel Pd non siano tutti d’accordo con la ripicca del commissario. Anche da qui si ricostruisce una sinistra diversa. Riprendiamoci il 25 aprile, tutti insieme.








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