Caro Renzi questa volta ti scrivo io…

Apr 28, 2015 by     44 Comments    Posted under: il pd, in primo piano






Lettera dal segretario di un circolo di periferia>>>ANSA/ BATTAGLIA REGOLE NEL PD; RENZI, SU SEGRETERIA DECIDERO'

Caro signor Renzi, segretario del Pd nonché presidente del Consiglio e chissà cos’altro, chi le scrive è un segretario di un piccolo circolo del Pd della periferia di Roma, il circolo Capannelle. Nel 2014 dei 69 iscritti dell’anno precedente siamo rimasti in 42,. Tessere gonfiate nel 2013? Neanche per niente. In gran parte si tratta di persone deluse dal suo governo, anzi le dirò di più, proprio da alcuni dei punti che lei cita nella sua sconcertante lettera.

Sconcertante per due ragioni, la prima di merito. E’ zeppa di falsità. Si parla del jobs act come del provvedimento che sta garantendo diritti a centinaia di migliaia di giovani, quando quel provvidemento i diritti li toglie. I nuovi contratti a tutele crescenti firmati non sono dovuti all’eliminazione dell’articolo 18, ma al fatto che chi assume con quella forma non dovrà pagare contributi per tre anni, fanno 24mila euro risparmiati, secondo gli economisti. Che poi qualcuno mi dovrebbe spiegare quali sono queste tutele che crescono. Quando quel tipo di contratto fu ipotizzato, infatti – penso alle tesi di Ichino – si ipotizzava che nei primi anni di assunzione fossero sospesi alcuni diritti, alcune forme di tutela, come appunto il diritto al reintegro nel caso di licenziamento senza giustificato motivo. Adesso no e quindi non si capisce bene quali tutele crescano. Verrebbe da dire: “Lo sapremo fra tre anni”. Già, ma resta l’interrogativo: non è che fra tre anni, finita la decontribuzione, l’onesto imprenditore italico licenzia il lavoratore e fa ripartire la giostra con un nuovo contratto?

Per quanto riguarda, invece, la scuola, siamo davvero alle comiche. Il provvedimento da lei voluto non è stato preceduto per niente da quel lungo processo di partecipazione a cui fa riferimento, ma da una consultazione farsa che ha coinvolto pochi intimi. Altrimenti non si capirebbe come mai contro la cosiddetta riforma della scuola si sia creato uno schieramento di un’ampiezza mai vista, che va, in pratica, dai naziskin alle brigate rosse. Non sono un esperto di scuola e di formazione, m a ci sono alcuni aspetti che risultano evidenti. Lei dice che con la sua riforma viene introdotta l’autonomia scolastica. A me risulta che siano state le (troppe e troppo ravvicinate) riforme precedenti a introdurla e rafforzarla. Di questo provvedimento saltano agli occhi altre cose: vengono marginalizzati gli organismi collegiali introdotti nella scuola negli anni ’70 del secolo scorso, si dà potere totale al preside che diventa un dominus assoluto. Gli manca lo jus primae noctis, ma magari con un emendamento… Ma soprattutto si porta a compimento quel devastante processo di trasformazione della scuola della conoscenza in scuola della competenza che tanto caro era a Berlusconi. Devastante perché chi ha la conoscenza è in grado di acquisire man mano le competenze che il mondo del lavoro gli richiederà, mentre chi ha solo competenze specifiche a quelle sarà sempre limitato. La progressiva marginalizzazione delle materie umanistiche a questo porta.

Gli studenti che usciranno da questa scuola saranno meno cittadini, avranno menti meno aperte. In tutto il mondo gli studenti italiani sono sempre stati apprezzati per il alto livello di preparazione e per la loro agilità mentale. In tutto il mondo meno che in Italia, a quanto pare.

L’altro aspetto inquietante è quella forma di ricatto strisciante che è presente nella legge: approvatela in fretta perché permetterà di stabilizzare decine di migliaia di precari. Ora, a parte il fatto che ci si dimentica – e non si capisce bene per quale motivo – di alcune migliaia di professori che avevano vinto i concorsi e che vengono cancellati, non si poteva fare un provvedimento ad hoc, slegando le assunzioni dalla riforma vera e propria?

Cambiare radicalmente il nostro sistema scolastico non può essere fatto in fretta e furia, con i tempi contingentati perché bisogna assumere i prof in maniera da poter fare partire regolarmente il nuovo anno scolastico. Per esempio a me sarebbe piaciuto discutere di come si rafforza la collegialità di un istituto, non di come si cancella. Di come si rinnovano quelle forme di partecipazione alle decisioni che hanno anche un profondo significato formativo. Già, mi sarebbe piaciuto avere una sede e un partito per discutere di questi temi.

Le balle continuano, nella sua sconcertante lettera, quando parla della riforma elettorale. Si perché lei definisce la legge in discussione alla Camera, come la proposta del Pd: approvata dagli elettori con le primarie e poi modificata secondo i desideri della minoranza del Pd. Ora, a parte che le due affermazioni sono in evidente contraddizione: se la proposta è stata modificata non è detto che gli elettori la approvino ancora, ma l’affermazione alla base del suo ragionamento è destituita di ogni fondamento. Alle primarie lei, infatti, non presentò alcun disegno di legge, ma tratteggiò soltanto per grandi linee il modello elettorale che avrebbe voluto. Fece riferimento al concetto di “Sindaco d’Italia”, al fatto che serviva una legge che garantisse un vincitore “subito dopo la chiusura delle urne” e poco più. Le sarà facile comprendere come ci sia una pluralità di soluzioni differenti per raggiungere questo risultato. La legge da lei proposta io come segretario di circolo non ho mai avuto modo di discuterla. A nessun livello.

Poi c’è questa sgradevole chiamata alle armi contro i supposti traditori della minoranza Pd, quelli che vorrebbero sfasciare la ditta, non come, si legge nella lettera, fece lei che sostenne lealmente il Pd dopo aver perso le primarie.

Ora, signor Renzi, io ho scarsissima stima nei suoi confronti, quasi nulla. Come mai? Perché a me chi cerca di gettare fumo negli occhi del suo interlocutore usando tecniche da televendita non è mai piaciuto. Si figuri se mi può piacere un segretario del mio partito con queste caratteristiche. La comunicazione è solo fumo senza i contenuti. Quel fumo prima o poi si dirada e rivela il nulla.

La mia stima nei suoi confronti precipitò da quando pretese di cambiare lo statuto per fare le primarie contro Bersani che era già il nostro candidato a presidente del Consiglio, eletto proprio con le primarie. La mia stima nei suoi confronti arrivò a zero quando si ribellò contro l’albo degli elettori, chiedendo che ci si potesse registrare fino all’ultimo minuto (e così fu). La mia stima nei suoi confronti arrivò ai numeri negativi quando sempre lei chiese che ci si potesse iscrivere anche fra il primo turno e il ballottaggio. Che sarebbe un po’ come se una squadra di calcio, in svantaggio nel primo tempo, chiedesse di giocare il secondo tempo in 15. E quando le fu risposto di no, lei che dice che vanno rispettate le regole se si vuole stare nello stesso partito, fece un sito internet nel quale si truffavano gli elettori, illudendoli che per votare bastasse iscriversi al medesimo sito. Ora i suoi fedeli parlano della necessità di regolamentare le primarie, istituendo un albo degli elettori al quale ci si deve iscrivere ben prima del voto. Le stesse regole che gli stessi suoi fedeli giudicavano degne del Pcus quando si pensava che fossero un elemento che non giocava a suo vantaggio. Vede è questa concezione che ci divide: per lei è giusto solo quello che le garantisce più potere. Ma una legge elettorale non deve essere fatta a vantaggio di una parte sull’altra, non deve garantire il potere a qualcuno, deve garantire tutti i cittadini, tutte le parti in gioco. E deve garantire soprattutto il diritto di una minoranza di controllare l’operato del governo e di poter in futuro diventare maggioranza. Nella nostra Costituzione sono presenti una serie di pesi e contrappesi, che proprio questo scopo hanno: quello di non dare troppo potere a un singolo soggetto. Un sistema che viene scardinato nei suoi capisaldi se leggiamo i risultati che si otterrebbero combinando la legge elettorale alla riforma costituzionale in discussione al Senato.

Si potrebbe continuare nel merito. Si potrebbe parlare a lungo, ad esempio dell’aberrazione giuridica che abbiamo pervicacemente voluto: invece di garantire un procedimento penale rapido si allungano i tempi della prescrizione. Con il risultato che chi è colpevole riuscirà a tirarla ancora più alle lunghe, mentre chi è innocente dovrà aspettare ancora più a lungo per riuscire a dimostrarlo.

Potrei continuare, dicevo, ma mi fermo qui. Perché per me, oltre ai motivi di merito, ce n’è uno di metodo che è dirimente. Io mi sono francamente rotto tutto quello che è possibile rompere: non è possibile stare in un partito dove gli iscritti non decidono mai nulla, neanche sulle questioni fondamentali come una riforma costituzionale. Perché mica è vero che le riforme siano essenziali per migliorare il nostro Paese. Possono esserlo se vanno nella direzione giusta. Ma possono anche affossarlo definitivamente. Non voglio consegnare a mio figlio un paese meno democratico, con meno spazi di partecipazione, con meno diritti per i lavoratori. Non parli quindi a nome mio, perché a me, come a tutti gli iscritti al Pd non ha dato modo di esprimersi. Invece di una lettera nella quale si invita a prendere le armi contro chi – a parer suo – vuole confinarci nella palude, avrebbe dovuto chiedere ai circoli di avviare una grande campagna di ascolto e di confronto nella società. Con gli studenti e i professori, con quei sindacati che lei, come del resto alcuni suoi poco illustri predecessori a Palazzo Chigi, detesta. Perché un partito non è una semplice cinghia di trasmissione della volontà del capo assoluto. E non è neanche un luogo dove una maggioranza decide e gli altri eseguono. Un partito è una comunità in cui si discute, ci si confronta e ci si convince anche di ragioni diverse dalle nostre. Ma soprattutto un partito è vivo se è un luogo aperto alla società, se ha le sue antenne ovunque. Lei, evidentemente, di queste antenne non ritiene di aver bisogno: altrimenti si sarebbe accorto che tanti dei provvedimenti che cita nella lettera al nostro elettorato non vanno proprio giù. Lei non se ne cura. Altrimenti si preoccuperebbe non tanto e non solo delle percentuali dei voti al Pd, ma anche del numero di voti, rimasto sostanzialmente invariato. So preoccuperebbe della partecipazione che crolla, del clima di crescente sfiducia dei cittadini.

Su questi e altri punti mi piacerebbe avere occasione di discutere. E invece no. Ci si chiede un appoggio alla cieca, sulla fiducia. Non è questo il partito che abbiamo provato a costruire. Qua ci scrivono tutti, ci scrive il commissario che ha inviato per smantellare quel poco che restava della federazione romana, ci scrive lei. Mai nessuno che provi a consultarci, a chiederci cosa ne pensiamo, invece di chiamarci alle armi. Ma quello che lei vuole non è un partito, non è una comunità. Lei non vuole rappresentare gli iscritti, come dovrebbe fare un dirigente, lei ha bisogno di altro, di una mera cassa di risonanza per le sue decisioni. Non ci sto. E con me tanti altri che non hanno rinnovato la tessera nel 2014 e non la rinnoveranno nel 2015.

Se trova un paio di ore, signor Renzi, il nostro circolo è sempre disponibile per una discussione franca, come si fa in una comunità politica. Altrimenti alle armi ci vada da solo, si accontenti dei suoi fedeli, non avrà le persone libere come me e tanti altri.

 

Michele Cardulli
Segretario Circolo Pd Capannelle – Roma








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  • utilissimo per una discussione seria….senza insulti…….

  • La lettera di Michele è pienamente condivisibile. Appartengo ad un altro circolo, ma sono una di quelle che non ha rinnovato la tessera quest'anno.

  • una sola domanda, ma prima di Renzi, nel nostro partito, accadeva tutto quello che viene rinfacciato al Segretario? La mia risposta è NO! e comunque almeno adesso si sta provando a fare qualcosa che per tantissimi anni non si è mai provato neanche ad iniziare.

  • Certo ad una lettera incredibile, si risponde con altrettanta poco credibile disamina delle questioni. Una cosa mi convince però: la richiesta di confronto, davvero assente da un pò. Nelle argomentazioni della "risposta" si dimentica che "l'uomo solo al comando" ha preso il 41% dei voti, cosa che non succedeva a nessun partito negli ultimi decenni. Insomma una risposta che non mi convince.

  • A proposito di dignità!

  • Michele, grazie per aver dato voce ai tanti, come me, delusi, amareggiati, furiosi.
    E siamo, come dici tu, in tanti.
    .

  • Grande Michele come esterno ma di SINISTRA condivido la tua lettera molto garbata e intelligente. Voglio solo ricordare a quei signori che ancora insistono (scuola berlusconi) a dire che a avuto il 41% ,ma il 41% su 40% di votanti che cavolo de potere cià che conti fatti ha si-e no il18% di consensi ,detta alla Totò (sono un fans) ma mi faccia il piacereee

  • Sig.ra Anna Maria lei purtroppo ragiona come tanti, l importante è fare, non importa come, l importante è vincere, a prescindere, raccogliendo consensi soprattutto da destra, non si chiede perché, guardi nelle regioni .No questo non è più il pd, non è più il partito dei lavoratori, dei più deboli ma solo dei poteri forti. Rifletta e guardi i fatti.Concordo in tutto con il sig .Cardulli.

  • Bravo Cardulli. Condivido e distribuisco. Sei tutti noi.

  • No, ma che spettacolo di risposta! Grazie segretario di averla scritta!

  • Bravissimo segretario !!!! Puntuale e preciso. Peccato che questa sera non sarai ospitato dalla Gruber perché lì ci va solo il dux.

  • sti cazz……………..i

  • fare danni? è questo il fare?

  • Non so quanti anni tu abbia ma mi permetto di darti un 110 e lode per la sicerità e l'apertura mentale dimostrata con questo saggio che potrebbe veramente essere inviato nelle case di tutte le famiglie italiane. Riuscire ad aggiungere qualcosa da una persona che ha lavorato 45 anni con anche ai me esperienze politiche devastanti solo per essere stata una persona che ha preteso l'onestà. Pertanto rinnovo tutti i miei complimenti

  • credo che il Renzi crede che con il comportamento vincerà le prossime elezioni ma lui ha mai ascoltato i compagni iscritti al PD caro michele sono con voi con altri compagni iscritti alP.D tutti bex socialisti di snistra storica.

  • È diventato il 41% per l'enorme numero di astensioni: in termini assoluti la cifra non è cambiata di molto. In termini qualitativi, invece, sì: l'abbandono dei delusi e dei disgustati è stato ampiamente compensato dall'arrivo degli elettori di destra che hanno capito come gira il vento.
    Sì, questo PD è destinato ad essere vincente, almeno nel breve periodo, per il potere di attrazione che esercita sugli elettori di destra confusi dalla disintegrazione dei loro partiti di riferimento.
    Se però questo PD è diventato così accettabile all'elettorato di destra, qualche motivo ci sarà: forse per le politiche attuate, per le riforme proposte? Vuol dire allora che i suoi valori di riferimento sono saltati e che persegue la vittoria come semplice strumento di accesso al potere. Che è diventato un valore in sé, senza particolari connotazioni ideali.

  • Anna scusa forse non ti sei accorta che ora si stà cercando di fare quello che aveva in mente Berlusconi, un uomo solo al comando e chi non la vede come me peste lo colga. Fare, deve significare cose nell'interesse dei cittadini dei più deboli se permetti Renzi stà facendo tutto il contrario, il BAMBOCCIONE si loda e si sbrodola tutto da solo. Prova a fare una attenta riflessione.

  • Stima e approvazione. Noi non siamo pecore.

  • Condivido tutto quello che hai scritto!!!

  • Bravo, complimenti

  • Era meglio il partito di Bersani dove tutti erano d'accordo o questo dove sicuramente aleggia la democrazia e c'è un segretario che si mette almeno in gioco !!!

  • Grandissimo,finalmente una persona che usa la memoria

  • Grazie Michele,
    da ex iscritta e ex segretaria (io non ce l’ho fatta a rimanere in una casa che non è più mia) ti ringrazio per aver dato voce in maniera chiara e precisa a tutti le ragioni che mi hanno portato ad uscire da qualcosa che non sento più mio.
    E avendo ricevuto (nonostante le mie dimissioni risalgano ormai al 1 gennaio e ci sia già la nuova segretaria) la simpatica letterina, ho potuto constatare quante falsità ci siano in essa e quanto il Segretario/Presidente del consiglio stia prendendo in giro tutti gli iscritti.
    Ma devo anche dire che almeno qui da noi in Romagna ancora tanti gli credono, dicono che ha ragione. E questo mi preoccupa………..
    Qualcuno ieri ha urlato al regime nascente, ma se ripensiamo alla storia siamo tanto lontani dalla realtà? E noi l’avevamo “in casa” uno che ha fatto esattamente le stesse cose……….. partito di sinistra….. poi dittatura.
    Ho paura di questo Premier, perchè mi pare proprio uno che non vuole la discussione ma vuole un popolo di signorsì che lo seguano senza discutere………..
    Ma forse (spero) mi sbaglio………..

  • Bravissimo Michele, grazie per aver fatto sentire anche la mia voce, attraverso le tue parole. Auspico che lo stesso coraggio lo trovino la maggioranza, se non tutti, i segretari dei circoli, soprattutto di quelli dove la presenza degli iscritti sta diminuendo. anche io come altri non ho voluto rinnovare la mia tessera, per gli stessi identici argomenti da te ben descritti.. Speravo in un rinnovamento, ma mai alla distruzione ,come quella che lui sta generando.

  • Sostiene Crisafulli e sostengo IO!
    BRAVO CRISAFULLI!
    Vedo che la mia indignazione e rabbia verso questo segretario senza scrupoli opportunista e brutto dentro e’ condivisa.
    confermo che sono una iscritto fino al 2013 che non ha voluto iscriversi al PD di Renzi. Come famiglia non abbiamo
    Rinnovato 5 tessere.
    ed ora scrive agli iscritti!!!!!!!!.
    Pero’ DOBBIAMO ORGANIZZARCI E FARCI SENTIRE

  • Grazie per aver dato voce ai tanti che condividono in pieno il tuo pensiero ,che è fondamentalmente veritiero,un uomo come Renzi non può avere la nostra stima….

  • Grandissimo , una lettera magnifica , che compendia alla perfezione il mio pensiero è quello di tanti altri iscritti . Grazie segretario , noi non perderemo mai la nostra dignità e la nostra libertà .

  • il 41 l'ha preso alle europee..ma il 25 lo aveva già in tasca!!cerchiamo di non mescolare le carte

  • Siamo sicuri che Michele Cardulli non sia lo pseudonimo di Renato Brunetta?

  • Non ho mai avuto dubbi che non tutti gli iscritti al pd fossero come il loro duce, questa lettera lo dimostra e dimostra anche che la libertà e la democrazia non si smantellano senza combattere e a colpi di voti di fiducia. Bravissimo COMPAGNO hai dato una grande lezione di onestà politica che tutti dovremmo seguire, soprattutto chi ha in mano le sorti del paese…….Grazie…….

  • […] dell’art. 1 è andata. E nella rete spopolano post e commenti. Anche lettere aperte al premier, come quella di Michele Cardulli, segretario di un circolo romando del PD, in cui si sfoga e dice la sua. Altrove, invece, […]

  • Grazie da un ex vicesegretario del PD . Non voterò mai più Pd

  • Grazie Michele.

  • Caro Michele, un consiglio, metti in valigia calzettoni e maglia di lana, perché dopo la tua lettera qualcuno ti spedirà in Siberia, oppure ti confinerà in un angolo. Peccato perché tu ci hai dato speranza. Complimenti per il coraggio che hai messo in quello che hai scritto. Sono con te, anche se non sono mai stato iscritto al PD, ma arrivo dal vecchio PDS. Grazie ancora.

  • Questo è il segretario che mi avrebbe degnamente rappresentato.

  • Michele, una risposta molto ben articolata che sottende un'analisi molto attenta e molto giusta e matura. Io però ti invito ad arricchirla con un sintetico rendiconto dei passaggi più significativi vissuti dal "tuo" Circolo (o "Sezione") negli ultimi 7 anni, più o meno partendo dal discorso di Veltroni del 10 febbraio 2008 a Spello. Racconta delle dinamiche e confronti che portarono alla nomina del 1° Segretario Regionale di quel "Nuovo Corso". Descrivi la storia delle interazioni e politiche dei DEM (compresi quelli dell'On. Vigni, Realacci, Della Seta) e il "tuo" Circolo (o "Sezione"). Racconta con particolari come andarono le riunioni pre votazioni delle Primarie Nazionali e Regionali. Nel "mio" Circolo vennero in 3 che tre giorni prima si erano "battezzati": 1 Renziano, 1 Cuperliano e 1 Civatiano, ma che ammettevano che non avevano capito bene ciò che pensavano a Roma e che comunque garantivano di essere amici e non voler litigare. Vera Politica pressochè assente, Progetti confusi, distenguo ZERO. Tanta paura di sbagliare strada in quel Crocevia a TRE Direzioni. La Primavera del 2015 comincia a pretendere di affrontare seriamente le Analisi sulle Progettazioni Importanti come quelle delle RIFORME ISTITUZIONALI. (ammesso che non sia ancora dominante l'interesse del singolo parlamentare).

  • Sig. Michele sono un docente ed ex iscritto al Pd, posso solo dire che alle prossime regionali non voterò PD perché Renzi dirà che i voti Pd sono voti favorevoli al suo governo

  • Meraviglioso

  • Oretta Ruspaggiari

  • Grazie Michele ! Il "Sudditi, non più Cittadini" ti sono riconoscenti!

  • a differenza del facile plauso di molti, ti devo dire – da donna che ha sempre cercato di coltivare i valori della sinistra – che non mi piacciono affatto questi "j'accuse" facili e retorici senza un interlocutore di fronte. La tua lettera non la trovo affatto garbata: ma in che mondo viviamo??? " siamo alle comiche, zeppa di falsità, scarsissima stima e via insultando etc etc." IO ti do invece uno zero pieno perchè chi vuole cambiare il mondo non ricorre agli insulti, ma si confronta … Oppure passa direttamente nelle file dei grillini che, avendo poco o nulla da proporre se non cose irrealizzabili, ricorrono costantemente all'insulto e alla denigrazione come arma politica. Con la speranza che la tua passione politica si incontri con la realtà, invece di scontrarcisi, ti saluto cordialmente

  • Condivido in toto.

  • La lettera di Michele è utile, chiara, civile e condivisibile. Anch'io, come Michele, sono uno che non si volta dall'altra parte. Ma prende una penna e scrive, comunica, trascina. Ora lo dico a te, Michele, dopo averlo detto tante volte a me stesso: questo confronto civile non è più adeguato ad un sistema che "non apre l'audio". La politica verticistica di Renzi ha imparato tanto dalla mafia: non dà spazio alla voce, non sente nessuno. E il guaio è che il cittadino-elettore si troverà dinnanzi a regole che non gli consentiranno – un domani – di scegliere il migliore. Renzi, come d'uopo, basa la sua performance sulla comunicazione e sull'immagine. Il miglior modo per contrastarlo è non ascoltarlo. Non sostenendo le sue idee, si indebolisce la sua protervia. Ti sembrerà banale, ma vale la pena provare.

  • Non la conosco ma mi piace

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